La meglio gioventù

La meglio gioventù è una perla del cinema italiano contemporaneo, opera colossale e smisurato romanzo di formazione, il film racconta gli ultimi quarant’anni di storia del Belpaese.

la meglio gioventù
locandina del film la meglio gioventù

Vincitore a Cannes 2003 nella prestigiosa sezione “Un certain regard”, l’opera diretta da Marco Tullio Giordana, abilmente sceneggiata da Sandro Petraglia e Stefano Rulli, racconta con passione il punto di vista dei personaggi e attraverso di essi tutta una serie di eventi e temi sociali: la contestazione giovanile del ’68, la crisi della Fiat all’inizio degli anni ’80, la nascita della lega di Bossi e le stragi della mafia. E lo fa senza mai scadere in toni didascalici e nella mera cronistoria dei fatti.

I personaggi del film sono fortemente caratterizzati, introspettivi, coraggiosi: il filo conduttore è la voglia di cambiare qualcosa, la volontà di lasciare un segno che possa modificare il presente e che dia speranza per il futuro.

“Era la mia idea di libertà. Pensavo che ognuno ha il diritto di vivere come gli pare”

Nicola Carati

Anche i personaggi che sembrano troppo immersi nei problemi quotidiani per ambire a cambiare lo status quo, sono alla continua ricerca di un senso, della vita, del mondo, delle loro relazioni.

La ricerca di questo senso si trasforma in un viaggio psicologico e sociale che ha reso questa pellicola un vero e proprio cult. Un film meraviglioso e commuovente senza essere banale, appassionato e disincantato allo stesso tempo.

La meglio gioventù: gli attori

Gli attori meritano una menzione particolare, perché hanno donato a questo film delle interpretazioni magistrali dall’alto valore artistico.

Luigi lo Cascio attore in la Meglio Gioventù
Luigi Lo Cascio

Sul podio c’è Luigi Lo Cascio, che dopo aver raccontato l’omicidio di Pier Paolo Pasolini e quello di Peppino Impastato ne “I cento passi”, continua a dimostrare un’eccellente espressività e recitazione artistica.

Affiancato da Jasmine Trinca, profonda e spontanea, a cui seguono Andrea Tidona e Fabrizio Gifuni, ai giovanissimi Alessio Boni, Sonia Bergamasco, Maya Sansa, Claudio Gioè.

La meglio gioventù è un film colto e consapevole. Non solo perché affronta tematiche che hanno lacerato la società italiana, come l’apertura dei manicomi, l’inquinamento industriale e l’accettazione dell’omosessualità, ma omaggia i maestri italiani del cinema, attraversi l’uso sapiente delle citazioni.

Già il titolo è un omaggio a Pierpaolo Pasolini: La meglio gioventù è il titolo di una sua raccolta di poesie, inoltre il film è ispirato ad una grande opera del cineasta Visconti, Il Gattopardo.

La meglio gioventù: la trama

L’opera è una saga familiare che attraverso le vite di due fratelli, Matteo (Alessio Boni) e Nicola (Luigi Lo Cascio), racconta la storia di una generazione.

Questo viaggio inizia nella stanza di Matteo, dove i protagonisti sono i libri, simbolo della cultura e presenza costante in tutta l’opera, da quelli di scuola a quelli recuperati dopo l’alluvione di Firenze. I libri rappresentano l’identità e il collante della vita dei protagonisti, forse di un’intera generazione.

 “Mi hai detto che ti piacciono i libri? Perché uno un libro può decidere di chiuderlo quando vuole. Nella vita invece è diverso, non sei tu che decidi”

Mirella Utano

I richiami al cinema di Visconti sono evidenti in alcune scene: magistrale quella in cui Matteo torna in famiglia la notte del primo dell’anno, ispirata al film “Rocco e i suoi fratelli”.

I personaggi vengono presentati con uno sguardo quasi letterario. Lo spettatore conosce Giulia (interpretata da Sonia Bergamasco) attraverso un’inquadratura laterale che la coglie mentre sta suonando il pianoforte, Giorgia (Jasmine Trinca) da un sinuoso movimento in soggettiva che appare intimo e delicato.

La riservatezza della macchina da presa è un’espediente cinematografico ampiamente utilizzato nel film.

«Siamo stanchi di diventare giovani seri o contenti per forza, o criminali, o nevrotici: vogliamo ridere, essere innocenti, aspettare qualcosa dalla vita, chiedere, ignorare. Non vogliamo essere subito già così senza sogni».

Daniele Sesti

Le vite personali dei protagonisti scorrono parallele, i due fratelli si perdono e s’incontrano, si isolano per poi riunirsi a livello profondo.

Il personaggio di Nicola incarna, pur mantenendo una propria individualità, il carattere conformista della borghesia, Matteo rappresenta il lato più intransigente e radicale che non riesce ad adattarsi al senso comune e alle regole sociali.

L’elemento di unione, collante della storia, è il personaggio di Giorgia, una giovane ragazza con problemi psichiatrici mai compresi e curati, vittima dei metodi barbari e delle ingiurie del manicomio, che viene salvata dall’intervento dei due fratelli.

La meglio gioventù: dalla tv al cinema

Il film è il risultato di un lavoro commissionato dalla RAI alla Sacher di Moretti e nasce come miniserie televisiva.

La messa in onda venne sospesa a causa del timore di non conquistare l’audience, ma dopo la presentazione al 56esimo Festival di Cannes, e il successo ottenuto al festival francese, la pellicola uscì direttamente nelle sale nel giugno del 2003 e poi in televisione nel dicembre dello stesso anno.

In USA il film ha ricevuto un’ottima accoglienza, il titolo è stato tradotto in “The Best of Youth”.

Le critiche al film

Lo stile del film è di natura televisiva, caratteristica che ha focalizzato le critiche degli esperti di cinema.

A soffrire non è la sceneggiatura ma la realizzazione tecnica: la grana dell’immagine a tratti rozza e non adatta al grande schermo, le inquadrature e in generale una sorta di semplicismo che non rende onore alla grandezza della storia.

Al film è stato criticato l’abuso dei cliché e di citazioni fin troppo intellettuali. Ma lo abbiamo ammesso dall’inizio di questo articolo: La meglio gioventù è un film colto, pensato e realizzato per un pubblico informato e raffinato.

“Non sta succedendo proprio niente. È tutto finto. Volevano solo gli stracci, i cretini come me che si sono fatti beccare. Ma gli altri, mi creda, sono tanti e continuano a fare esattamente come prima: rubare indisturbati. È l’Italia. Non l’ho fatta io, e certo nemmeno lei. È l’Italia che hanno fatto i nostri padri”

Dichiarazione del politico detenuto nel film

 

Scheda del film La meglio gioventù

 

PRODUZIONE: Italia 2002

GENERE: Drammatico

DURATA: 366′

INTERPRETI: Luigi Lo Cascio, Adriana Asti, Sonia Bergamasco, Maya Sansa, Fabrizio Gifuni, Jasmine Trinca, Alessio Boni, Camilla Filippi

SCENEGGIATURA: Sandro Petraglia, Stefano Rulli

FOTOGRAFIA: Roberto Forza

MONTAGGIO: Roberto Missiroli

SCENOGRAFIA: Franco Ceraolo

COSTUMI: Elisabetta Montaldo